La Via del Cuore

Il cuore conosce l’insondabile Via del viaggio dell’eternità.
Il punto è: “Qual è la direzione del Cuore?”
E soprattutto, cosa sta abbracciando il Cuore? Gli effetti del karma o l’intenzione di vivere libero e nella gioia l’esperienza della Vita?

Il lavoro profondo delle Costellazioni Familiari Spirituali è quelle di renderci liberi dalle dinamiche e dai patti con il Clan e di vivere, nella gioa e nella gratitudine, il posto che il Clan ha preparato per noi, per concederci il diritto di partecipazione alla Vita in questa esistenza temporanea.

È l’Ego dell’anima incarnata, ad essere invischiato nei conflitti di appartenenza al Clan e che sceglie, ad esempio, l’innocente come archetipo di appartenenza. Ed è sempre l’Ego ad accusare la famiglia, e tutto ciò che esterno a lui, delle sue sofferenze. È’ molto difficile, senza una solida ed efficace filosofia della Vita, abitare il corso dell’esperienza di esistere.

Queste “Costellazioni Familiari Spirituali” si radicano in una profonda filosofia della Vita che riconosce l’Anima Essenziale come Entità della Vita e, di conseguenza, della sua Sacralità.

Un’ Anima Essenziale che esiste da un tempo vasto, con una coscienza karmika vasta, quindi non solo relativa a questa esistenza, sceglie proprio quel Clan, che ha preparato un posto per lei, affinchè porti nuova Luce, una Luce Creativa, Rigenerante che lo renda più forte, per garantire al Clan la sopravvivenza nel tempo.

Lo scopo dell’Anima Essenziale è proprio quello di manifestare questa Luce, attraverso le dinamiche dell’anima incarnata. Una fusione profonda di coscienze che trova nell’esistenza temporanea il suo terreno di manifestazione.

É nella Via del Cuore che posso profondamente abbracciare tutto questo. Si tratta, nella sua profondità, di un atto d’amore che cerca la via per esprimere pace nella relazione con il proprio albero genealogico, in modo tale da esprimere poi questa pace con tutti gli altri esseri viventi.

Questa è la base per costruire insieme una Vita basata sulla gioia e non sul conflitto. La tensione fluida dell’amore è molto più forte e resistente della tensione dei combattimenti interiori, dove l’Ego cerca la propria affermazione nel dualismo delle classificazioni d’espressione: buono-cattivo, sognatore-realista, giusto-sbagliato, vittima-carnefice, io-gli altri, mio-nostro.

Eppure, è solo dal processo di emancipazione dai patti con il clan, dalla riconquista del proprio posto e dalla restituzione di ciò che non mi appartiene che posso raggiungere la Via del Cuore. Solo se illumino senza giudizio queste espressioni dell’essere dell’anima incarnata che l’Anima Essenziale si rivela. Questo “rivelarsi” avviene ogni qual volta si comprende con il cuore che non esistono cattivi ma solo chi ama in modo disordinato.

Partecipare ad un incontro di Costellazioni Familiari e attivare un lavoro personale, significa proprio riappropriarsi del proprio posto, in quanto spesso occupiamo un posto che non è il nostro; ma significa anche rimettere ordine all’amore che agisce nel disordine, significa restituire agli altri le loro collere e i loro traumi. Quando vince l’amore disordinato nel cuore dell’anima incarnata arrivo, ad esempio, a desiderare inconsciamente di ammalarmi io al posto di mamma, papà o di un altro componente del clan al quale sono profondamente legato in modo malsano; così come non riesco a trovare un compagno di vita perché ho preso il posto di papà in famiglia dopo la sua morte o la loro separazione.

Spesso ancora si attivano dinamiche così profonde da apparire insondabili, ma il Cuore, quindi la Vita, lo sa bene qual è il punto di interconnessione con l’albero genealogico che genera una disarmonica sofferenza all’anima incarnata. Li sta il ruolo del facilitatore in Costellazioni Familiari: nell’individuare nelle radici dell’albero dove non scorre la linfa vitale dell’amore armonico, così da poter agire attraverso l’atto alchemico delle Costellazioni quel processo liberatorio che consente all’anima incarnata di rilassarsi e non doversi difendere più dalle dinamiche illusorie, creando così uno spazio dove l’Anima Essenziale può esprimere se stessa.

Dal Kintsugi alla Poesia

Immagini, audio, parole. Testo e voce di Luca Tosches. Il linguaggio poetico per dialogare con l’anima essenziale. Sostengo che se nei hai voglia, vale la pena ascoltarlo, guardarlo e lasciare entrare le parole e il suono che le accompagna. Qualcosa si metterà in movimento da dentro. E se vorrai condividere con noi il tuo sentire, su come vorrai muovere la tua di Vita Fino a che vivrai, ad esempio, ecco a noi farà piacere leggerlo.

Credo nella forza della linguaggio poetico in quanto espressione di un atto creativo, e credo nel suo canale speciale di comunicazione con l’anima.
Questa mattina partendo dalla metafora di questa antica arte giapponese, il Kintsugi per l’appunto, dove ferite e cicatrici vengono valorizzate con l’oro, e questa poesia poi, “Fino a che vivrò “, scritta anni fa e che oggi è emersa con forza dalla memoria di ciò che era già stato creato, che ho deciso di manifestarmi attraverso questo lavoro di voce e immagini. 

Il cuore del desiderio era mettere in circolo, seminare nel terreno della Vita le cause della manifestazione per me e per gli altri.
Andiamo bene così come siamo, non c’è nulla da attendere per essere, occorre agire e mettere a disposizione del flusso creativo senza aspettative e senza giudizio. Quando mettiamo a disposizione le informazioni e gli atti creativi,  tutto fa ritorno e torna a nutrici partendo dall’eco che riusciamo con amore a creare.

Creiamo ponti di connessione cuore a cuore, non facciamoci isolare dalle paure dell’ego, mettiamo in circolo decidendo di manifestarci. Il grande lavoro delle costellazioni familiari archetipe verte proprio su questo, sul liberarci dai patti malsani o dalle trappole attivate  dal clan di appartenenza, per esprimere finalmente il nostro reale perché in questa esistenza.

Lo scopo di qualsiasi atto creativo-terapeutico, all’interno del contesto delle Costellazioni Famigliari Archetipe, è attivare prima di tutto i processi empowerment, ovvero restituire alla persona il senso della propria potenzialità intrinseca e delle sue mille possibilità, e fare in modo tale di andare al di là di quella coazione a ripetere che l’ambiente e la famiglia impongono pur di mantenere viva l’appartenenza. Gli atti psico-poetici o atti-psicomagici, hanno proprio lo scopo di aiutarci a creare un nuovo sentiero in cui la Vita può esprimersi, andando oltre la zona di confort delle tendenze karmiche che ci condizionano imbrigliandoci nella dinamica della ripetizione.

La poesia, sia creata che ascoltata,  può arrivare a manifestare nuovi spazi di coscienza dentro di noi, allontanandoci dal mentale e avvicinandoci al cuore.

Ti auguro una buona compagnia  e che possa anche farti bene ascoltarlo. Se avrai voglia di condividere il tuo potrà solo che farmi piacere e muovermi gioia.

Risanare la violenza dell’Albero Genealogico

I nostri Antenati dimorano nell’attico del nostro cervello e nelle concatenazioni a spirale della conoscenza nascoste in ogni cellula del nostro corpo. (Shirley Abbott, Womenfolks)

Risanare l’albero genealogico dalla violenza esercitata e subita, da coloro che sono venuti prima di noi, significa non solo risanare il passato, ma agire nel presente con un cuore eterno, che mira con la stessa compassione verso ciò che è stato e ciò che sarà.

Quando parlo di compassione mi riferisco al significato che offre il Buddismo a questo termine, ovvero “estirpare il male per fare emergere il bene”.

I traumi e le colpe si passano di generazione in generazione affinché possano essere visti e trovare conforto, per essere risanati e restituiti.

Quando onoro queste vite che mi hanno preceduto e il prezzo da loro pagato per portare la Vita fino a me, posso onorare l’uomo o la donna che sono oggi, manifestando così la mia unicità e il mio perché in questa esistenza.

Spesso dietro il movimento della violenza esercitato su di noi c’è un trauma passato ancora più antico, un vuoto d’amore che porta al furto d’amore, alla pretesa violenta di un amore malato e dipendente.

Come facilitatore nelle Costellazioni, per risanare una dinamica di violenza esercitata da un uomo del Clan, spesso metto in scena il padre di colui che ha agito tale violenza.

Si manifesta quasi sempre una connessione profonda nell’ambito di tale violenza. A volte c’è un padre che non ha saputo amare il figlio perché purtroppo non sapeva, non avendolo mai ricevuto lui per primo, cosa fosse l’amore, altre volte c’è un padre violento che ha cresciuto il figlio nei gesti della sua collera e le azioni del figlio violento spesso si traducono nel profondo con: “Caro papà, se non mi vedi nell’amore, guardami nella tua stessa collera. Accetto la punizione delle tue mani come atto d’amore”.

Quando chi chiede il lavoro riesce a vedere quello che è accaduto con lo sguardo del cuore, qualcosa di profondo si scioglie e la forza dell’amore prende il sopravvento. È davvero emozionante.

La dipendenza a cui mi riferivo non è solo verso un altro soggetto umano o agente esterno, spesso si è dipendenti da un comportamento interiorizzato a causa di patti malsani con il Clan, o da contratti inconsci stipulati con gli antenati.

Attraverso il lavoro delle Costellazione Familiari possiamo scoprire a chi siamo davvero fedeli, con quale dei nostri antenati abbiamo fatto un patto affinché fosse visto attraverso di noi.

Poiché spesso nessuno di noi ne è cosciente, soffriamo a causa di questo “legaccio”, ma quando finalmente lo vediamo questo si scioglie e torna ad essere un’energia che ci nutre e ci consente di onorare quel legame costruendo un vita di valore anche in loro onore.

L’Albero Genealogico, considerato come Inconscio Familiare, vibra di tutte le esperienze vissute almeno dalle quattro generazioni precedenti.

Chiunque sia stato dimenticato, ogni trauma non risolto, ogni emozione non espressa e poi bloccata, tende a ripresentarsi sotto forma di sofferenza e di sintomo nelle generazioni future.

Se un fratello, un papà o un fidanzato muore in guerra, se un bimbo viene abortito, se una donna muore di parto, se qualcuno viene escluso, è possibile che nelle successive generazioni un membro della famiglia prenda inconsapevolmente su di sé il dolore di chi ha sofferto ingiustamente e ne imiti il destino, perchè quel dolore sia visto e integrato e ognuno possa riprendere il proprio posto.

Solo così l’amore potrà tornare a fluire nel pieno rispetto degli Ordini dell’Amore.

La Coscienza di Luce dell’Amore Incondizionato ha la forza e il potere di risanare il nostro Albero Genealogico affinché sia da noi bene-detto.

Le colpe del passato arrivano a noi come tranelli del Clan.

Lì dove, ad esempio, c’è stata violenza o una colpa se non espiata dal colpevole, questa arriva fino a noi come sofferenza in una dimensione che il mentale non riesce a comprendere, ma il corpo vive profondamente e tante volte la trasforma in un sintomo.

Per questo diventa fondamentale, durante il lavoro della messa in scena delle Costellazioni Familiari, dire al rappresentante, ad esempio del nonno violento: «Caro nonno, finalmente io ti vedo e ti do un posto nel mio cuore unico e insostituibile. Da questo momento, però, io non porterò più le tue colpe, le lascio a te perché sono le tue ed io guarderò solo le mie».

Sono sempre più convinto che il lavoro profondo delle Costellazioni Familiari e Archetipe agisca verso la costruzione di un mondo di pace e valore.

Risanando gli Alberi Familiari attraverso la vibrazione della Luce dell’Amore creiamo i boschi della gioia di vivere.

Il mio primo incontro con le costellazioni, temevo il peggio ma fu amore a prima vista.

Sono arrivato all’incontro sapendo poco o niente di costellazioni familiari sistemiche e il mio timore era sopratutto di trovarmi in imbarazzantissime situazioni in cui, impacciato e goffo, avrei dovuto rappresentare, come il peggior dilettante a teatro, un qualche ignoto personaggio.

Dopo una bellissima meditazione in cui le nostre radici luminose si intrecciavano a formare una trama e un ordito che racchiudevano passato presente e futuro di ognuno, è iniziato il lavoro vero e proprio, quello in cerchio, in cui chi vuole si siede alla destra del facilitatore e espone il suo tema.

La prima è una ragazza che vuole sciogliere la sofferenza ancora viva per il suo precedente amore, una storia finita ma mai conclusa.

Il colloquio con il facilitatore la aiuta a chiarire la sua intenzione e mette in evidenza alcuni schemi relazionali che si tramandano nella sua famiglia, le viene chiesto di scegliere alcuni rappresentanti del suo sistema: la madre, la madre di sua madre ed infine la sua vecchia fiamma, il ragazzo che, ancora innamorata, aveva scelto di lasciare.

Ascolto con attenzione e con il cuore in subbuglio, non avrei mai potuto sentirmi a mio agio a rappresentare quegli sconosciuti e avrei dato tutto l’oro del mondo per non essere scelto. Non sono bravo come attore e non voglio esserlo!

Lei ora è al centro del cerchio, si guarda intorno e poi, sicura e decisa si rivolge a due donne chiedendogli se volevano essere le rappresentanti di sua madre e di sua nonna. Gli da un posto nello spazio e torna a guardarsi intorno.
Al quel punto dentro di me pregavo intensamente di poter diventare invisibile, non che necessariamente avrebbe dovuto scegliere un uomo come rappresentante del suo ex ma era probabile, di uomini nel cerchio eravamo pochi e la mia paura mi faceva stare male.

I suoi occhi si sono posati subito sicuri e decisi su di me. “Vuoi rappresentare per me Alessio, il mio ex, per favore?”

Con un sorriso stentato accetto, mi alzo e lascio che lei mi posizioni nello spazio. Sento le sue mani calde sulle spalle ma quello che urla dentro di me è l’imbarazzo e la paura di essere ridicolo. Poi toglie le mani dalle mie scapole e con un movimento ampio si porta davanti a me e mi guarda negli occhi.

È stata la cosa più stupefacente che io abbia mai provato in vita mia. Ricambiando quello sguardo il mio cuore, il mio corpo e infine anche il mio cervello sono stati invasi da una luce calda e accogliente: io amavo quella donna con un’intensità, un candore e una semplicità assoluta.

Conoscevo quella ragazza, la stimavo, mi era molto simpatica e avevo sempre piacere nell’incontrarla ma amarla, e così tanto, proprio no! Cosa stava succedendo?

Quell’emozione potevo riconoscerla come mia perché la stavo provando, ma non la riconoscevo come mia in quanto non era coerente con il mio vissuto.
La mia razionalità ha provato un pochino a ribellarsi ma quell’emozione era più forte, più presente, più importante.

In un attimo mi è stato tutto molto chiaro, mi ero lasciato andare al campo morfogenetico, stavo rappresentando per lei il suo ex e quell’energia, quella relazione, si stava esprimendo attraverso di me.

L’esperienza così intensa aveva preso alla sprovvista il mio mentale e l’energia aveva trovato campo libero. Mentre ero tutto impegnato a preoccuparmi del giudizio degli altri, mi sono ritrovato immerso nell’ondata di emozioni che proveniva dal sistema familiare della mia amica.

È stato amore a prima vista con le costellazioni per l’intensità, la bellezza e la sincerità della vibrazione che si crea quando si attiva il campo morfogenetico. Amore a prima vista per la profondità del messaggio che quelle emozioni portano. Amore a prima vista, di quello che si esprime con la gratitudine e la commozione per aver avuto l’onore di potervi partecipare.

Adesso, dopo vari anni di costellazioni, ancora vivo l’esperienza con la stessa intensità. Col tempo ho imparato a farmi travolgere dall’emozione rimanendo centrato, senza contrastarla, lasciandomi attraversare e lasciandomi agire, attore e spettatore di un messaggio che arriva direttamente dal cuore dell’universo, un messaggio che, sebbene sembri appartenere ad altri, è anche il mio.