Il vero Nemico mi abita dentro

Uno degli aspetti fondamentali del lavoro delle costellazioni familiari è quello di liberarci dentro, in quanto il fuori non è altro che una proiezione o prolungamento del nostro dentro.

Il vero nemico abita e si nasconde all’interno del nostro corpo e utilizza il mentale come torre di controllo. Si tratta di un vero parassita che si nutre delle nostre emozioni negative, per questo è felice quando ne produciamo tante, solo così lui ingrassa, e noi possiamo continuare a soffrire chiedendoci qual’è il nostro posto nel mondo.

Da che cosa è costituito, di cosa è fatto questo parassita ? Innanzitutto dal nostro Sistema di Credenze, quel sistema al quale siamo stati addestrati  e addomesticati sin dallo stato uterino, per poter appartenere al clan familiare e al sogno della società. Ma è il nostro ?

Oltre al sistema di credenze, a comporre le parti di questo parassita c’è il Giudice-Censore che con grande forza agisce su di noi, dicendoci si o no, questo è buono quello è cattivo, incasella ed etichetta sulla base del Grande Libro del Sistema di Credenze. Ma in questo modo di chi siamo? Siamo davvero nostri e al servizio della Vita e dell’Anima Essenziale? Assolutamente No!

Esiste inoltre un’altra componente significativa nella configurazione di questo parassita interiore che è la nostra Vittima Interna, che si avvale dei propri traumi per sentirsi vista e alza lo stendardo del dolore del passato per trovare la sua ragion d’essere.

Conosco bene questa storia ed è una lotta quotidiana anche per me. La lotta di lasciare andare il passato, in quanto io esisto oggi ed ogni giorno ed ogni istante io ridisegno il mio futuro in piena libertà. Ogni essere vivente è nato per essere libero ogni giorno di scegliere e camminare la propria direzione.  Non siamo venuti al mondo per compiacere al clan, alla società, a un uomo o a una donna, a nessuno. Solo a noi stessi. E’ complesso, duro e anche difficile, lo so, ma si può fare soprattutto se lo facciamo insieme agli altri. che sono così preziosi in quanto sono altri-me. Quando capisco questo posso riconoscerne la loro preziosità.

La relazione quando è virtuosa e di valore, si rivela come quella molecola sociale che può attivare un cambiamento. Partendo dalla relazione con me  comprendo che se prima di tutto creo una relazione di valore con me stesso creo legami virtuosi anche con gli altri, e da qui creo onde di rapporti virtuosi. Questo però è possibile e diventa reale se intraprendo un lavoro interno con me stesso attraverso la relazione con l’altro.

Nell’osservazione del nostro funzionamento e in assenza di giudizio possiamo notare quanto prendiamo le cose sul personale e quante supposizioni creiamo sugli altri. Se non fossimo governati da questo parassita interiore non saremo neanche in balia di questi comportamenti dipendenti. Ognuno di noi ha un ruolo attivo nella relazione in quanto ognuno di noi porta se stesso e scambia con l’altro. Il punto cruciale è che ognuno di noi ha il potere e la responsabilità di influenzare positivamente i propri legami.  Prendiamo le cose sul personale quando decidiamo di prendere come vero ciò che arriva dl fuori e non cogliamo che l’altro in realtà stava parlando, sfogandosi o urlando con noi di se stesso. Ognuno è un mondo !

Si tratta di un tema molto importante che se compreso e diffuso porterebbe ad un grande cambiamento anche nelle società e negli ambienti che viviamo ogni giorno. Per secoli abbiamo giustificato e dato per scontato l’esistenza di questo parassita. In realtà siamo la prima generazione del nostro albero genealogico che ha iniziato a rendersi conto della sua esistenza grazie alle informazioni che ci sono arrivate e abbiamo deciso di attivare un cambiamento a beneficio di tutto l’albero, sia per le generazioni passate che quelle future. Non si tratta di aggiungere colpe a chi è venuto prima di noi. Hanno subito anche loro lo stesso processo ed hanno fatto il meglio di quello che potevano con gli strumenti che avevano. Alla vittima interna però piace così tanto dare la colpa agli altri.

Ora è arrivato il tempo di iniziare a pulire, mettere a posto, riprendere il proprio posto.  Occorre rendere al passato il suo dolore e agli altri le loro responsabilità e il loro pesi, in quanto ognuno è nato con la forza e la capacità di portare il proprio. Si, questo è il tempo di iniziare ad attivare un cambiamento partendo da noi attraverso lo strumento prezioso della relazione. Se non lo facciamo rischiamo di creare relazioni di dipendenza dall’altro oppure ci chiudiamo nella dinamica con il nostro Parassita e totalmente dipendenti da lui. Le relazioni sane e virtuose sono quelle dove ci sente nutriti nel cuore dall’esperienza della co-creazione.

Ultimamente l’universo mi ha fatto arrivare dei libri meravigliosi dell’autore messicano Don Miguel Ruiz, e in una  delle pagine dei suoi libri ad un certo punto descrive questo concetto: noi esseri umani ci puniamo più e più volte per un unico errore e puniamo gli altri più e più volte per un unico errore, ma per una questione di giustizia il prezzo si paga solo una volta! Ma questo è il gioco della vittima innamorata del suo dolore e dal quale prende forza,  lasciarlo andare questo dolore può attivare una sofferenza così alta da bloccare il grande intestino. Questo avviene perché il Parassita dalla torre di controllo del mentale influenza i processi emotivi e corporei. La sua influenza è talmente forte che si inserisce nelle nostre dinamiche relazionali con mille proiezioni che facciamo sull’altro. Ognuno di noi ha il sacro diritto di essere così com’è, non solo noi ma anche l’altro, perché se è vero che ” io sono fatto così ” è vero anche per l’altro.  C’è ancora un altro punto essenziale in questo discorso.  Così come nessuno può renderci felici, poiché la vera felicità può solo emergere da dentro, è anche vero che nessuno può renderci infelici.

Esiste un modo ancora più subdolo e violento con cui questo Parassita interiore agisce. Si tratta di un vero nemico interno alle nostre viscere, nutrito da una generazione all’altra in un processo di addomesticamento che dura da secoli. Cercare di essere altro, rispetto alle regole di appartenenza, se non addirittura se stessi poteva significare una condanna al rogo.  E ancora ad oggi a cosa ha portato la sua esistenza nella società ? A creare un nemico esterno, piuttosto che fare i conti con quello interno! Un capro espiatorio. Una volta gli ebrei, una volta i rom, una volta gli omosessuali, una volta gli islamici, una volta ….  ci sarà sempre una volta  per qualcuno fino a quando i guerrieri della luce e dell’amore incondizionato non inizieranno a manifestarsi nel mondo e ad agire insieme in un unità di cuore. Il parassita interno si nutre del nostro dolore e muove con il suo veleno le guerre nel mondo.

Io posso scegliere di smettere di nutrirlo, perché se smetto di nutrirlo senza cibo lui muore. E se lui muore io mi do il diritto di rinascere.

 

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