La luce verde delle relazioni

Se fossero fili, le relazioni, ci unirebbero tutti gli uni con gli altri con fili di luce.

Fili di luce che collegano i cuori con i cuori e le pance con le pance, oppure le pance con le teste e le teste con i cuori. Alcune luci avranno un’intensità diversa in base alla profondità della relazione.

Se togliamo il ” Se fossero ” e accettiamo i fili di luce come manifestazione invisibile della realtà delle relazioni, apriremo il nostro cuore ad uno spazio di vitalità veramente ampio.

Noi esistiamo in un rete interconnessa di individui, a partire da quella che ognuno di noi ha con il proprio albero genealogico a tutte le altre relazioni attivate e coltivate contatto dopo contatto con l’esperienza dell’esistere.
Noi siamo i responsabili dei nostri movimenti interni e azioni esterne, noi li creiamo ad un livello di coscienza più profondo e più ampio al di là della sfera dell’intelletto. Questi movimenti e azioni hanno potere di influenza sulla grande rete del nostro ambiente.

Esiste una teoria, chiamata “I sei gradi di separazione”, che sostiene che ogni persona è connessa a qualsiasi altra persona attraverso una catena di relazioni che non supera il numero di sei individui coinvolti. Tra noi e chiunque altro ci sono al massimo 6 passaggi relazionali. Una connessione costante che non conosce i limiti dello spazio e del tempo.
Le connessioni cambiano a seconda della qualità delle relazioni. Esistono ad esempio vere e proprie relazioni cuore a cuore, quelle che si manifestano tra anime luminose nel dominio dell’energia del femminile sacro, oppure relazioni pancia a pancia, istintive e intuitive e spesso connesse con il nostro bambino interiore, il maschile sacro esercita la sua massima espressione nel mentale, questo lo troviamo molto nelle relazioni di lavoro, quelle professionali, ma non solo, in quanto il mentale e il maschile esercitano una forte influenza sulla modalità di conoscere e relazionarsi con il mondo esterno. Il mentale è lo strumento di difesa delle nostre paure, per questo diventa spesso testa-cuore la dinamica in cui vivono molte coppie.

Qui si giunge però ad un aspetto essenziale e saliente della propria responsabilità creativa nelle relazioni: io ho il potere di decidere di quale energia nutrire quel filo di luce che mi unisce agli altri. Sempre posso deciderlo, e con uno stato vitale alto posso mantenere questa impegnativa costanza.
La meditazione è un validissimo supporto per attivare i processi di visualizzazione interni, oltre che a essere, meditazione, la rappresentazione mistica del ponte di comunicazione che attiviamo tra il conscio e l’inconscio.
Un altro punto significativo del processo relazionale sta nel fatto che la qualità delle relazioni che io esprimo sul piano orizzontale, ossia con tutti i miei pari, è direttamente proporzionale alla qualità delle relazioni che io esprimo nella verticalità del mio albero genealogico. Riappacificarsi e illuminare le relazioni nel proprio albero, riappropriandosi del proprio posto, è un passo epocale per l’anima incarnata, che guidata dalla luce dell’anima essenziale, ha potuto intraprendere un viaggio rivoluzionario dentro se stessa.

Se quindi accetto quello detto qui sopra, posso riconoscere che questa trasformazione delle relazioni tra i miei rami genealogici influenzerà positivamente tutte le mie relazioni, interne ed esterne al Clan familiare.
La gioia di vivere trova la sua espressione e testimonianza di esistere, attraverso la qualità di questa luce che unisce.

Prova a fare questo piccolo esercizio di meditazione. Chiudi gli occhi ed inizia ad immaginare questi fili di luce che ti uniscono agli altri. Parti dai genitori e dai nonni se vuoi, anche uno zio, poi un fratello , una sorella, un cugino,gli amici o i colleghi di lavoro. Infine i figli o i nipoti, le genrazioni future Di che colore è la luce dei fili che ti unisce a loro e quanto è intensa? Poi prova ad ascoltare da che parte di te parte quella luce e dove arriva all’altro.

La meditazione è un processo di ascolto e di osservazione senza giudizio. E’ un guardare ad un livello più profondo della visione superficiale del nostro quotidiano, che se non siamo allenati ci porta solo per fretta ad osservare la scocca degli eventi e degli altri. Invece, mentre il nostro quotidiano esiste, al di sotto della scocca c’è un tessuto prezioso fatto dalle trame e dagli orditi delle nostre relazioni, fili di luce che si immettono gli uni negli altri per attraversarsi. Fili di luce colorati o in tinta unita, fili più sottili e altri più simili a fasci.

Radicarmi diventa fondamentale. Mi riferisco proprio al radicarci come alberi a terra, puntare il sacro verso quel magma essenziale del centro della terra, radicato li, al proprio posto, quello da cui abitare qualsiasi relazione. Un posto è un’ indicazione preziosa per abitare la Vita e grazie al Clan, ancorarci ad essa.
Allora ancorati.

Il colore del chakra del cuore è il verde smeraldo e anche la sua luce lo è.
Torna ai fili di luce della tue relazioni. Entra nel tuo cuore e visualizza la luce verde che emana. Sorridi a tanta bellezza! La tua. Inspira la sua luce verde e trattieni un po’ il respiro, senza bloccare né chiudere la gola. Poi espira tutta questa luce ed inonda ogni canale delle tue relazioni. Illumina ogni filo di luce verde smeraldo e immagina sorridenti i visi degli altri. Inspira ed espira più volte nella stessa modalità, trattenendo un po’ l’ispirazione prima di espirare luce, fino ad averli abbracciati tutti. E dopo questa splendida offerta di sorrisi, stai! Stai nell’ascolto di quello che accade, senza alcuna azione interne. Stai nel ricevere, accogliendo nel cuore con lo stesso sorriso.

Se riesci a fare questa meditazione ogni giorno per 21 giorni di seguito potrai osservarne più rapidamente gli effetti benefici, nel tuo ambiente e nella qualità delle tue relazioni.

Nel percorso che propongo con le Costellazioni Familiari ci si propone proprio di andare a sciogliere quei nodi che ci impediscono di essere allineati per radicarci, ci riappropriamo del nostro posto restituendo agli altri il loro sostenendo i flusso sano dell’amore. Un figlio all’inizio può solo prendere. I primi tre anni di vita sono fatti quasi esclusivamente per questo tra l’altro. Già nell’utero materno e con il canale di connessione con la madre rappresentato dal cordone ombelicale, il bimbo integra e include tante informazioni e stabilisce i primi patti fondamentali con il clan. E’ l’amore assoluto e onnipotente del bimbo che lo porta a farlo.

E’ proprio in quello spazio protetto che l’anima essenziale diventa anima incarnata. L’anima essenziale, che esiste con l’unico motivo di manifestare luce, non abbandonerà mai l”altra se stessa, l’anima incarnata. Ed è attraverso i patti con il clan dell’incarnazione che l’anima, da sempre connessa con la Vita, quella Grande, può manifestare quella luce di cui da sempre è perfettamente dotata.

Lascia un commento